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Visualizzazione dei post da 2016

The Lady of the Mountain

The Lady of the Mountain Attorno a noi regnava solo il buio, davanti la strada conduceva verso la ricchezza o la fine, per saperlo dovevamo fare solo quel passo. “Bussate tre volte sulla roccia appena arrivate” così ci aveva detto di fare il vecchio dal bastone che pareva mai sfiorire. La luce della torcia aveva illuminato il volto segnato dalla roccia, guance scavata, ma uno sguardo ancora vivo. Là, sotto, nell’oscurità eravamo solo noi tre, nuovi, estranei, invasori di un mondo che dall’abisso ti divorava. L’eco dei nostri passi giungeva alle orecchie distorto, una risata agghiacciante che ci teneva sempre sul chi vive, il costante rombare delle pompe faceva vibrare le pareti di roccia, troppo strette sulla nostra carne. “Non gridate, non fischiate! Non mancatele di rispetto!” e qui, sotto centinaia di metri sottoterra, quelle non erano semplici regole, erano la differenza tra vita e morte. Gli strumenti tra le mani si facevano pesanti e il gelo stringeva i cuori, ...

Welcome to the Room, Tormentor

A non tutti è concesso di stare dall’altra parte, quelli che vengono scelti devono avere particolari caratteristiche e una certa forza di volontà. Per prima cosa gli Aiki , i reclutatori, devono trovare soggetti dotati di una particolare intelligenza ed elasticità mentale, persone che non permettano al dettaglio di sfuggire alla loro attenzione, che siano infallibili. L’occhio deve correre veloce, la minima distrazione non è tollerata, le dita devono danzare sui controlli, passi inesorabili come il tempo della vita che scorre. Ma la mente è nulla se c’è il cuore questo disse il Primo, colui che tutto fece partire. Dopo aver valutato le capacità cerebrali dei diversi soggetti, gli Aiki devono assicurarsi della loro assoluta assenza di sentimenti detti umani. La presenza di uno solo di questi potrebbe fatalmente compromettere tutto il procedimento, conducendo ad un generale ed inarrestabile disfacimento del sistema a lungo in vigore. È dunque categoricamente vietato inser...

Welcome to the Room, Prisoners

La stanza non era particolarmente piccola, grande quanto un salotto, di quelli all’inglese con due locali, solo che che questi erano separati da una grata di ferro. Forse era la scarsa illuminazione a renderla agghiacciante, la luce rossa osservava ogni angolo, un occhio famelico che desiderava solo sfamarsi, nulla sfuggiva al suo sguardo cremisi come il sangue. L’odore del calcinaccio e della polvere mozzava il respiro, l’aria pesante riempiva i polmoni e svuotava l’essenza della vita, i passi diventavano sempre più lenti e fermi, tutta la stanza sembrava chiudersi intorno, sempre più piccola, una gabbia di quattro mura invalicabili. Quanti? Quanti erano stati lì dentro? Quanti erano sepolti tra quelle mura di pietra? Quanti avevano esalato il loro ultimo respiro? Il tavolo, appoggiato ad una delle pareti, ricordava quelle vecchie cucine piene di liti famigliari e dissapori mai risolti e d’accogliente non riusciva ad aver più nulla. Le gambe rose dai tarli nascondevano ora ...

Presentazione alla Biblioteca Rembrandt di Milano

Presentazione La Stella dell'Ovest a Medicina (BO)

La Sindrome da Eroe: parte tre

C’era una volta, tanto tempo fa, un cavaliere incredibile che proteggeva le terre di Ghilver da tutti i pericoli. Un uomo buono, che gioiva nell’aiutare il prossimo, non si risparmiava mai per dare un mano a chi ne aveva realmente bisogno. Grazie a lui nessun mostro, nessuna creatura malvagia attaccava le terre di Ghilver e il Re ne era tanto contento da avergli dato in sposa la sua unica figlia. Anni prima, questo magnifico eroe aveva salvato la gente di Ghilver da un terribile gigante che tutti chiamavano Piedenero ed ora era pronto a difenderli da qualunque minaccia. I giorni passavano e nessuna minaccia si mostrava all’orizzonte, il valente cavaliere diventava sempre più impaziente, voleva poter aiutare la sua gente e senza nessun mostro da combattere non ci sarebbe riuscito. Dopo mesi di attesa, in una mattina d’estate, una strana nuvola rossa cominciò ad avvicinarsi alla capitale di Ghilver. Le fiamme danzavano nel cielo, volando sulle ali di un mastodontico drago verd...

A dream of love

a DREAM’s novel lascia che ti veda, per quello che sei in realtà. Ragadain, Illuminato. Lovers in the long grass look above them , così iniziava la famosa canzone di Enya, quella con la quale cominciavo sempre la meditazione e scivolavo nel mondo di Morfeo. La nostra canzone carissima Cloted, io che ti ho visto tra la folla di adoratori e da allora ho capito di essere tuo, ora e per sempre. Speciale e incredibile in quel tuo abito tanto elegante, mi dicesti che a lavoro volevano che lo indossassi e alla fine te lo sei portata anche nel mondo di Morfeo. Quando ho incrociato i tuoi occhi ciechi, ho visto in essi l’infinito e la mia vita non avrebbe avuto più senso senza di te. Quanto ci amammo tra quelle fronde, rosse dell’autunno che doveva giungere. Tu che del mondo conoscevi le trame, mi dicesti che non c’era filo che potesse rappresentarmi. Mia amatissima Cloted, ricordi quando sfidammo l’aria nei nostri polmoni? Quando il nostro sentimento ci permetteva di i...

La Sindrome dell'Eroe: parte due

Le terre di Ghilver erano da sempre tormentate da un terribile gigante che tutti chiamavano Piedenero, si chiamava così perché aveva tutti i piedi neri di carbone, come la caverna in cui viveva. Nessuno era mai riuscito a sconfiggere Piedenero e perfino il Re di Ghilver temeva la sua tremenda ira e alla fine aveva deciso di obbedire ai suoi crudeli ordini. Piedenero era brutto, ma veramente brutto, tutti gli animali della foresta scappavano da lui terrorizzati. I grandi orsi grigi si nascondevano spaventati nelle loro tane, i leoni di montagna tremavano nei loro rifugi, nessuno poteva vincere Piedenero e tutte le terre di Ghilver erano sotto il suo totale controllo. Venne, un giorno, un giovane uomo, forte, nel pieno dei suoi anni, che con tanta spavalderia gridava ai quattro venti di essere in grado di sconfiggere il temutissimo gigante Piedenero. In ogni posto che andava chiedeva: “ Ohi gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!” E la gente rispon...

Going in the darkness

a DREAM’s novel rimani nel tuo angolo a tremare, cosicché la vita ti passi davanti. Teseo, Occhio Vigile Gli era stato indottrinato che la bontà, l’essere caritatevole, l’aiutare il prossimo, lo avrebbero reso un uomo felice. « Chi semina discordia raccoglie tempesta. » lo avevano ammonito. Louis aveva continuato a credere a tutto questo anche quando vide morire suo padre nel letto d’ospedale tra atroci sofferenze. A nulla servirono gli antidolorifici, la malattia aveva corrotto tutto il corpo e l’ultimo istante di vita dell’uomo fu un urlo angosciante che incolpava il mondo del futuro che non avrebbe mai visto. Louis lo accettò, gli dissero che era la vita. « Egli vivrà per sempre dentro di te. » e il sedicenne credette a queste parole. Gli avevano indottrinato ad essere onorevole, leale, a non far del male. « Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. » Lottò contro le ingiustizie, divenne rappresentante d’istituto per camb...

La Sindrome dell'Eroe: parte uno

“Sai qual è la cosa più difficile?” Scosse la testa. “Smettere, una volta che cominci non ne esci più” Continuava a non capire, come poteva essere un problema smettere. “È proprio questo il difetto di essere degli eroi, fare del bene crea dipendenza” Silenzio. “Vedo che ancora non ti è chiaro. Capisco...sei ancora così giovane, forse avrai salvato sì e no due o tre persone, quattro se proprio ti è andata bene.” Annuì confuso, cosa c’era di tanto sbagliato nel salvare gli altri. La gente andava a dormire felice e contenta, le persone passavano le giornate sicuri nelle loro città sapendo che i cattivi erano rinchiusi in lontane prigioni. All'ombra  delle tetre fiamme il rumore del bastone rombava come il tuono di una calda estate. “Lascia che ti racconti e poi sarai libero di decidere”