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Visualizzazione dei post da aprile, 2013

Chi ha rapito il vento?

Chi ha rapito il vento? Un giorno al Tg nazionale danno una stranissima notizia: non c'è più vento. Le nuvole si sono fermate, le foglie non si muovono più; il vento è sparito. Come faranno i surfisti della California? E gli aquiloni dei bambini, non voleranno più? Persino i grandi rapaci delle montagne sentono la sua mancanza. Al mare i bagnanti soffrono per il troppo caldo, dall'altro capo del mondo, in India, non soffia nemmeno un monsone. Come faremo senza? I ventilatori sono in sciopero, gli aeroplanini di carta non decollano e le girandole non ruotano più. L'America pensa ad un attentato: i terroristi hanno rapito il vento! Scatta subito un mandato internazionale, la polizia di tutta la Terra cerca i pericolosi rapitori. La gente segue la notizia col fiato sospeso, i Marines sono arrivati in Tibet; gli indizi li hanno condotti ai piedi dell'Everest. Fanno irruzione in un tempio sacro a Buddha, sparano, uccidono cinque terroristi: il mon...

Untitled - Capitolo 2

Capitolo 2 Le Vidiane erano creature pericolose, si diceva fossero in grado di ammaliare qualsiasi uomo. Con le loro arti magiche trasformavano i sogni in ossessioni, spingendo gli sventurati ad uccidere per ottenere un briciolo di paradiso. Giocavano con le deboli anime mortali, divertendosi ad osservare padri massacrare la propria famiglia, madri affogare i figli e fratelli ammazzarsi a vicenda. Le Vidiane facevano leva sulle emozioni più brutali dell'uomo; gelosia, odio, invidia, rabbia, disperazione, e godevano della loro sofferenza. Da sempre raffigurante come donne nascoste sotto pesanti veli, le Vidiane erano in realtà un tipo di arbusto. Una pianta delicata che cresceva ai margini dei ruscelli, non erano oscure parole sussurrate la notte a stregare gli ingenui uomini, ma i loro brillanti e vivaci fiori. La morte veniva portata in casa quasi sempre dalle bambine, che ne facevano ghirlande da donare alla propria madre. Una volta entrate nella vita domestica le...

Untitled - Capitolo 1

Capitolo 1 « Adesso fai anche questo per denaro. » Il cacciatore ingollò quello che rimaneva della pinta di birra. « Mi conosci Ala, ucciderei perfino mia madre per l'oro. Certo dovrebbe essere una bella somma, ma lo farei lo stesso. » Alasdair scosse la testa contrariato. « Ryestraw l'oro di quelle persone ti lega a loro, come cacciatore devi sentirti libero di fare quello che vuoi. » « Ti sbagli mio caro amico, l'oro di quelle persone li lega a me. Sanno di non dovermi fare fretta, che porterò a termine il loro compito, ma sopratutto hanno imparato a non ingannarmi perché conoscono le conseguenze. » « Poi non venire a chiedere il mio aiuto se finisci nei guai. » Ryestraw rise di gusto. « Chiedere il tuo aiuto? Non potrei mai cadere così in basso. » Ordinarono altre due pinte e brindarono alla buona sorte. « Adesso dimmi perché mi hai cercato. » gli occhi amaranto di Alasdair erano fissi sul viso dell'amico. Conosceva Ryestraw da una vit...

Untitled - Prologo

Prologo Il respiro dell'alce era affannato, la bestia aveva corso per chilometri sperando di seminare il predatore. La bocca schiumava dalla fatica, le zampe la reggevano appena, doveva riposare, ma sentiva ancora il suo odore nell'aria, l'odore delle Pelli, l'odore della morte. Ci fu un movimento nel sottobosco che attirò l'attenzione dell'alce, avesse avuto ancora energia avrebbe caricato il suo inseguitore, ma la creatura si era fatta astuta. Era arrivata col fuoco e col fumo, facendo fuggire tutto il branco, lasciandola sola, lei la più vecchia e saggia di tutta la sua famiglia. La sua famiglia, le faceva strano pensare a loro in quel momento, senza la sua guida si sarebbe presto smarrita e nelle fauci degli Aguzzi avrebbe trovato riparo, non poteva salvarsi dalle insidie del mondo senza la sua esperienza, ora vana di fronte al pericolo imminente. Pelli si stava avvicinando, aveva trovato le sue tracce. Non si poteva nascondere nulla a quei...

Breve introduzione

Vorrei introdurvi un racconto che ho cominciato a scrivere mesi fa e che poi ho accantonato perché La Stella  chiedeva tutta la mia attenzione. Non ha ancora un nome e sono sicuro vi lascerà sorpresi mano a mano che lo leggerete. Detto questo vi lascio a Untitled. K.N.