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Visualizzazione dei post da 2015

Recensione: Jericho. Quaderni dall'Inferno

Jericho. Quaderni dall’Inferno Comprato a Sorbolo durante un evento fantasy, Jericho.  Quaderni dall’Inferno è stato un nonromanzo che mi ha catturato da subito. Noromanzo perché si stacca dai tradizionali schemi narrativi, perché Jericho sono quaderni dall’inferno e là non puoi rimanere negli schemi se ci tieni alla pellaccia. Punto interessante dello stile narrativo è l’uso dei quaderni di Alestear “Ashe” Cromwell che incentrano la storia su quello che sta a cuore ad Ashe, su ciò che le capita e sperimenta sulla sua pelle; il lettore ha quindi una visione personale degli eventi. Il personaggio, i personaggi, si evolvono anno dopo anno passato nell’isolata e letale Jericho. Cos’è Jericho? La prima risposta è: una cittadina statunitense di quelle dove tutti si conoscono, dove il compleanno di uno è festeggiato dall’intera comunità…mi correggo era un cittadina. Dopo l’arrivo della misteriosa azienda D.E.M.O.N.S. tutto è cambiato, le regole dell’ordine ...

Il Prologo

Ci sarebbe tanto da dire sul Prologo e ancora di più sulla Storia. Un progetto, un sogno, un'ambizione che è giusto che non si sia mai realizzata. Un'idea che tiene legati quattro amici, che li ha fatti litigare, che li ha fatti ridere. Il simbolo di un progetto mai compiuto e che ci da motivo di andare avanti. La tregua finalmente, dopo mesi ininterrotti di scontri siamo giunti ad una tregua; adesso possiamo raccogliere i nostri morti e dar loro una degna sepoltura. Il campo di battaglia è vuoto, mi par strano vederlo così  abituato alla furia degli scontri, nulla si muove sulla sabbia rossa di sangue, la polvere mi brucia gli occhi e nella vista offuscata vedo qualcosa che nessuno si poteva immaginare. Lui sta venendo da noi, Caos ha alzato il vessillo bianco e dichiara la resa, la guerra è finita, abbiamo vinto. I nostri uomini si muovono agitati, chiamano a gran voce il nome di Betelgeuse, di Rigel e di Antares, i tre Mastri arrivano, impartiscono ordini ...

Amico

Un amico non si determina da quante volte lo vedi al giorno. Un amico non si determina da quanto spesso lo senti. Un amico non si determina da quanto lo conosci. Un amico è quella persona che riesce a farti scoprire e a tirar fuori il lato migliore di te stesso. Circondati di persone migliori di te Un amico conosce l'importanza dei silenzi e delle parole. Gli basta un gesto per capirti e per consolarti, uno sguardo per farti riflettere, per calmarti. Che sia lontano, che non risponda mai, che si faccia sentire poco, saprà sempre quando esserci. Incontrato per sbaglio negli incroci della vita ed ora è lì che viaggia insieme a te. Vite che si intersecano, che prendono l'una dall'altra, direzioni diverse ora indissolubilmente legate.

Straniero?

Arrivava dal mare, dicevano alcuni, aveva fatto chilometri di sale a bordo di una zattera alla deriva. Veniva dal deserto, ribadivano altri, altrimenti non avrebbe la pelle così scottata, scura come le notti senza stelle. È uscito da una botola, sostenevano certi, vedete gli occhi sono così neri che potrebbe vedere benissimo nel buio. Ma da ovunque egli venisse, per quanto fosse strana la sua pronuncia e bislacchi i suoi modi di fare, a loro non importava. Lo avevano invitato al loro desco come se non avessero mai smesso di conoscerlo. Ridevano e scherzavano come amici di vecchia data che si ritrovavano dopo tanto tempo, ascoltavano le sue avventurose disavventure e i suoi progetti come se fosse stato uno di famiglia. Loro non lo sapevano ma il calore delle loro azioni e la luce del loro modo di fare, lo avevano lasciato incantato. Avevano dipinto con l’allegria un magnifico sorriso nel cuore. E ad oggi, lo straniero sa di aver fatto bene ad aver venduto quella rosa.

Coccodrillo meccanico con una spolverata di curcuma

Ve lo dico subito, non era previsto un secondo racconto. Io non volevo, è stato l'orologio a costringermi, vi giuro, volevo smettere. Ed ecco che arriva un'altra avventura del famigerato Riddle con il suo incredibile orologio sulla quindicesima ora . Il concetto è sempre lo stesso, non pretendiate che abbia un senso quello che state per leggere, perchè non ce l'ha. Coccodrillo meccanico con una spolverata di curcuma « Spazio, ultima frontiera. » questo dicevano gli amici di Lunga Vita e Prosperità. Cazzate, ve lo dico io. « Spazio, ma perché ci sono finito? » Gli eventi, ci insegnano gli insegnanti (oh, quanto è tautologico) vanno raccontati con calma e precisione, allora domandate ai professoroni come faccio a spiegarmi con un fottuto coccodrillo spaziale alle costole. 8:30 e ho detto tutto. Del mattino? Della sera? Mi scusi gentile signore, sono sperduto tra le stelle, non ho avuto il tempo di chiedere in giro. La prossima stazione di servizio?...

to Dream is a curse

Fai pur quel cazzo che vuoi, tanto ho visto che sei già fottuto. The Sage, oracolo Sogno lucido, vivere nell’altra realtà, camminare nell’infinito, chiamatelo pure come volete, ma sappiate che non è oro tutto ciò che brilla. Cazzo, mai è stato più vero il detto ignorance is a blessing , appena ti rendono partecipe di questo circo equestre la tua vita va a puttane! Finito, sei nella merda e col cazzo che te ne torni indietro. Per i primi anni è tutto una figata, cazzo puoi creare tutto quello che vuoi, veramente era uno spasso. Sogni come vuoi e nessuno t’impedisce nulla, sei completamente il padrone di te stesso, ti senti come un dio. Cazzo, cazzo loro sanno fregarti ben bene, te lo mettono nel culo e nemmeno te ne accorgi. E se prima potevi immaginarti la più bella gnocca del mondo e farti una scopata che nella vita reale nemmeno te la sogni, ora ti trovi a creare delle cazzo di piante a forma di animale. Se sei un tipo a cui piacciono queste cose, infila pure il ...

Under the bed

Vi siete mai chiesti perché da bambini si abbia paura di ciò che si nasconde sotto il letto? Di come mai quello spazio di trentasei centimetri poteva instillare nella nostra mente così tanto terrore. Si sa, a quell’età si ha molta fantasia, qualsiasi cosa si nasconda nel buio diventa immediatamente un mostro, un mucchio di vestiti si trasforma in una raccapricciante creatura pronta a divorarti eppure basta semplicemente accendere la luce per esorcizzare ogni timore. La paura del buio, e tutte le sfere ad essere collegate, sembra trovare la sua origine agli albori della civiltà umana, dunque non è altro che un retaggio antico associabile a problematiche psicologiche facilmente risolvibili con sedute e adatti farmaci. Quello che sto raccontarvi è il caso, realmente accaduto, di Judith Gamble, una bambina di circa dieci anni del New Hampshire. Dottor Clive Hillton I genitori di Judith mi chiamarono un giorno di maggio, sembravano molto preoccupati al telefono. Loro figl...

Fardello

Venne il giorno in cui il saggio diede noi un fardello da portare. Il peso accomunava tutti noi, per interessi, per responsabilità. E mentre il saggio parlava, noi, la dozzina di discepoli, lo ascoltavamo e sorridevamo, annuivamo ad ogni sua parola. Com'era semplice il mondo prima della partenza. Tre furono i primi a lasciare l'impresa, raccomandandosi di ricordarli a viaggio compiuto. Quattro semplicemente scomparvero, nella notte svanirono come polvere. Uno fu lasciato libero, per il cuore troppo spezzato lo dispensammo dall'impresa. Fu un lugubre addio. Ed ora in quattro a portare il pesante fardello, sapendo che nessuno ne arriverà alla fine. Chissà cosa voleva insegnarci il saggio?

Scrittori

Scrittori, li riconosci subito. Come colti da una folgorazione prendono il primo pezzo di carta, trovano una penna (accidenti sta finendo l’inchiostro), scelgono la posizione più comoda e buttano giù righe su righe. Che sia un taccuino rosso, un pezzo di carta marrone scuro, un tovagliolo, non importa, tutto fa comodo per trascrivere i pensieri. Frenetici corrono sulla carta, rincorsi dalla mano che li verga di nero, blu, verde. Scorrono gli occhi sul piccolo mondo che si crea, duro è il segno che cancella le parole inadatte. Lungo è il silenzio alla ricerca della parola giusta. Ed ecco che si gira la pagina, un nuovo bianco da sconfiggere, un campo da seminare.. A troppo grosse, Z storte, tozze D e T, schieramenti di F, B e C compaiono, ordinate e disordinate sulla carta porosa. È preso dalla febbre, lo vedresti chino su quel foglio per tutto il giorno, isolato dal mondo e per questo ancora più vicino a ciò che lo circonda. La pagina volge al termine, il taccuino si...

L'orologio sulla quindicesima ora

Prima di lasciarvi a questo racconto vorrei dire giusto qualche parola. Era da molto che non scrivevo e quando ho cominciato a buttare giù L'orologio , non ho pensato ad una storia che dovesse ave re per forza un senso. Quando l'ho scritto, l'ho fatto solo per div ertivi. Tutto questo per dirvi che L'orologio sulla quindicesima ora l'ho scritto per me e nessun'altro. L’orologio sulla quindicesima ora Da dove cominciare? Dall’inizio consigliano i miei psicologi e poi si stupiscono di quanti ne abbia cambiati nelle ultime due settimane. Dalla fine per poi tornare indietro con una serie infinita di flashback? Già visto! Sarebbe come quel film dove il protagonista si dimentica tutto, lo guardi al contrario ed è una normalissima storia. Però da qualche parte si deve pur cominciare, penso che un punto valga quanto un altro, considerando quello che mi è successo. Partiamo dalla 12esima ora e mezzo, quella dopo l’11esima e prima della 13esim...