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La Sindrome dell'Eroe: parte due

Le terre di Ghilver erano da sempre tormentate da un terribile gigante che tutti chiamavano Piedenero, si chiamava così perché aveva tutti i piedi neri di carbone, come la caverna in cui viveva.
Nessuno era mai riuscito a sconfiggere Piedenero e perfino il Re di Ghilver temeva la sua tremenda ira e alla fine aveva deciso di obbedire ai suoi crudeli ordini.
Piedenero era brutto, ma veramente brutto, tutti gli animali della foresta scappavano da lui terrorizzati. I grandi orsi grigi si nascondevano spaventati nelle loro tane, i leoni di montagna tremavano nei loro rifugi, nessuno poteva vincere Piedenero e tutte le terre di Ghilver erano sotto il suo totale controllo.
Venne, un giorno, un giovane uomo, forte, nel pieno dei suoi anni, che con tanta spavalderia gridava ai quattro venti di essere in grado di sconfiggere il temutissimo gigante Piedenero.
In ogni posto che andava chiedeva:
“ Ohi gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E la gente rispondeva:
“Non qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Vagò, il giovane uomo, per un’altra settimana e nel successivo villaggio chiese ancora:
“ Ohi gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E la gente rispondeva:
“Non qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Girò per altri dieci giorni, superò le grandi cascate e le verdi praterie fino ad arrivare ad un altro villaggio.
“ Ohi gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E la gente rispondeva:
“Non qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Camminò e camminò fino a giungere davanti alla capitale di Ghilver.
“Ohi Re! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E il Re rispose:
“Qui! Qui! Là, nella caverna nera!”
Il giovane uomo allora raggiunse la caverna nera, grande e scura.
Piedenero dormiva tra i resti di un grosso leone di montagna, il gigante era coperto da tesa a piedi da una polvere nera come il suo cuore.
Il giovane uomo accese la sua torcia e la lanciò contro il terribile mostro.

Tutto il carbone della caverna prese fuoco e tra artroci grida Piedenero morì bruciato, il giovane uomo salvò le terre di Ghilver e il Re lo nominò cavaliere.

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