Le
terre di Ghilver erano da sempre tormentate da un terribile gigante
che tutti chiamavano Piedenero, si chiamava così perché aveva tutti
i piedi neri di carbone, come la caverna in cui viveva.
Nessuno
era mai riuscito a sconfiggere Piedenero e perfino il Re di Ghilver
temeva la sua tremenda ira e alla fine aveva deciso di obbedire ai
suoi crudeli ordini.
Piedenero
era brutto, ma veramente brutto, tutti gli animali della foresta
scappavano da lui terrorizzati. I grandi orsi grigi si nascondevano
spaventati nelle loro tane, i leoni di montagna tremavano nei loro
rifugi, nessuno poteva vincere Piedenero e tutte le terre di Ghilver
erano sotto il suo totale controllo.
Venne,
un giorno, un giovane uomo, forte, nel pieno dei suoi anni, che con
tanta spavalderia gridava ai quattro venti di essere in grado di
sconfiggere il temutissimo gigante Piedenero.
In
ogni posto che andava chiedeva:
“ Ohi
gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E
la gente rispondeva:
“Non
qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Vagò,
il giovane uomo, per un’altra settimana e nel successivo villaggio
chiese ancora:
“ Ohi
gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E
la gente rispondeva:
“Non
qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Girò
per altri dieci giorni, superò le grandi cascate e le verdi praterie
fino ad arrivare ad un altro villaggio.
“ Ohi
gente! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E
la gente rispondeva:
“Non
qui! Non qui! Più in là, nella caverna nera!”
Camminò
e camminò fino a giungere davanti alla capitale di Ghilver.
“Ohi
Re! Dove posso trovare Piedenero, cosìcchè possa sconfiggerlo!”
E
il Re rispose:
“Qui!
Qui! Là, nella caverna nera!”
Il
giovane uomo allora raggiunse la caverna nera, grande e scura.
Piedenero
dormiva tra i resti di un grosso leone di montagna, il gigante era
coperto da tesa a piedi da una polvere nera come il suo cuore.
Il
giovane uomo accese la sua torcia e la lanciò contro il terribile
mostro.
Tutto
il carbone della caverna prese fuoco e tra artroci grida Piedenero
morì bruciato, il giovane uomo salvò le terre di Ghilver e il Re lo
nominò cavaliere.
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