Il narrare di Rutilio
da Canti di Umbra
Per voi oggi, dinnanzi a codesto
caldo focolare e abbundate desco, sol per voi vengo a cantar la storia di
Rutilio, d’un omo e della sua paura. Non vi sarà da ridere o gioire della sua
disgrazìa, ma sol d’ascoltare e imparare.
Vivea anch’egli prima del mondo
che tutti noi canosciamo, in un regno lontano lontano, sconosciuto perfino al
più impavido de cavaleri.
Rutilio era un uomo grosso come
un bue e pelato come un ovo, amici non ne avea causa il suo irsuto carattere
che lo allontanàa da tutti. Egli era un tipo spavaldo e spaccone che si facea
beffa dei timori altrui e non c’era nulla che potesse cagionargli terror.
Eppur tutti, anche sotto grandi
parole e muscoli, hanno qualcosa di cui temere e Rutilio non v’era escluso.
La dimora sua era illuminata come
il focolare dinnanzi ai vostri occhi, egli non sopportàa lo buio, tanto che non
chiudea nemmeno li occhi dallo spavento.
In una notte ove le nubi copriano
il cel, Rutilio udì una voce di fanciullo chiedere aiuto dal cor della selva.
Fuori dalla splendente casa
regnava l’obscurità, non v’era nemmeno il lumino della chiesa a far da faro.
Rutilio mise la testa fuori dalla
finestra e subito la ricacciò dentro tutto tremante.
« Non sia mai » pensò l’uomo
grande come un bue. « Uscire con tutto questo buio, potrei rompermi un osso! »
Prese coperta e giaciglio, dormì
russando così forte da non sentir più la voce disperata.
Il mattin dopo diede una
controllata alla selva, che di notte parea un mostro, e non vi trovò nessun.
Decise che si trattàa d’uno scherzo di quei dispettosi folletti e ch’avrebbe
fatto meglio ad ignorarli per un po’.
Ma anche quella notte la voce si
fece udir e, col vento che s’era alzato, era ancor più forte.
« Aiutatemi! Vi prego! Ho tanta
paura! »
Per quanto fosse straziante fuori
era ancora troppo buio e Rutilio non avea intenzione di prendersi uno spavento,
chiuse porte e finestre e lasciò il disperato urlare sino all’alba.
Andò dal parroco a raccontar
l’accaduto ed il prete, ch’era uomo di Chiesa, gli disse ch’era il demonio e
avrebbe dovuto chiudersi in casa e non uscire la notte.
Rutilio accolse la notizia con
gioia: se perfino il Signore gli dicea di rimanere al chiuso, chi era lui per
disobbedire?
La voce non tardò ad arrivare
appena dopo la mezzanotte, ma l’uomo avea chiuse le imposte e non poteva essere
disturbato, se non fosse stato per il vento che con cattiveria aprì porte e
finestre svegliando il pavido Rutilio per rimembrargli del fanciullo che
implorava aiuto.
« Aiutatemi! Vi prego! Ho tanta
paura! » dicea ancora la voce e allora Rutilio sbraitò:
« Non ci casco Diavolo! Il
parroco m’avvertito dei tuoi inganni! » e armato di chiodi e martello chiuse
ben bene porte e finestre.
Anche se fosse stato il Signore
in persona non sarebbe mai uscito con tutto quello buio, avea una casa bella e
luminosa, non v’era alcun senso di rischiare.
Per tutto il giorno Rutilio
rimase al sicuro nella splendente dimora, lavorò il legno e accese nuove luci
per far scomparir ogni ombra, si coricò al calar del sole sperando in una notte
tranquilla.
Ma non fu così, alla mezzanotte
il vento spaccò le barricate ed entrò come una furia scompigliando tutta casa.
« Aiutatemi! Vi prego! Ho tanta
paura! »
Rutilio s’era davvero infuriato,
nessuno poteva rovinargli la sua bellissima dimora, prese con sé una torcia e
avrebbe trovato il farabutto e gliela avrebbe suonate di santa ragione.
S’addentrò nella selva, ignorando
il buio pesto, pronto a fare a il diavolo a quattro, quando una folata del
vento dispettoso gli spense la torcia.
Tutta la furia che gl’era montata
se n’andò, Rutilio si guardò intorno in cerca di luce, ma non ve ne era, tutto
era immerso nel buio.
Cominciò a chiamare aiuto:
« Aiutatemi! Vi prego! Ho tanta
paura! » la voce sembràa quella d’un misero fanciullo disperato, la voce
ch’avea udito tutte quelle notti.
Lasciate dunque che vi spieghi
ciò che accadde al povero Rutilio.
Quella ch’avea udito era la voce
della sua anima che chiedea aiuto per sconfiggere la paura. Ma il disgraziato
uomo s’era lasciato ingannare da sé stesso e non avendo avuto il coraggio di
salvare la sua anima anche il suo corpo era andato perduto.
E nelle notti dove il vento tira
forte e l’oscurità regna sovrana, potete udire il lamento di Rutilio, l’uomo
che fu sconfitto dalla paura.
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