Se lo chiedevano in molti, era la domanda che facevano tutti i bambini, una di quelle che meritava una risposta così tanto scontata da non essere ricordata.
Era la prima
cosa che si vedeva appena il sole
tramontava e faceva un poco buio.
Era
diventata la normalità, era stato fatto per il bene comune, una scelta presa
democraticamente per scacciare le paure della gente.
Non c’erano
state rivoluzioni, scontri, forse solo alcuni battibecchi su dove farlo; in
silenzio tutti lo aveva accettato.
Con gioia
avevano deciso che d’ora in avanti non ci sarebbe più stato nulla da vedere.
Anche i più
refrattari alla fine avevano ceduto, abituandosi alla routine che regolava la
vita di tutti i giorni. Quando chiedevano perché le cose si fossero evolute in
quel modo la gente faceva spallucce.
« E tu come
avresti fatto senza? » chiedevano con fredda cattiveria.
Già come si
poteva fare senza, era questa la dura realtà.
E così anno
dopo anno, generazione dopo generazione, le guide che avevano aiutato gli
esploratori, le muse che avevano ispirato gli artisti, venivano catturate e
incatenate al suolo.
Ben presto
in cielo non rimase che una solitaria Luna, privata delle sue splendenti
ancelle.
E quando da
lontano le vedi che brillano all'orizzonte, ti meravigli di quanto siano belle
quelle luci che scintillano nella notte, migliaia di piccole stelle che
illuminano le città.
Eppure
nessuno si è mai chiesto se siano felici di essere legate alla nostra vita
mortale, se hanno desiderio di tornare dalle loro sorelle sempre più sole nel
firmamento.
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