E come di consueto è in arrivo un racconto a sfondo natalizio, dopo X-MAS dell'anno scorso ecco a voi Do you have a Desire?
Do you have a Desire?
Aprire le ante della dispensa era una di quelle abitudini che
non riusciva a dimenticare.
Cercare il cibo tra i ripiani di legno era una pratica
sorpassata, tipica delle persone più indigenti.
Ormai nessuno andava più a fare la spesa, i negozi di
alimentari erano deserti, locali abbandonati dimora di barboni e
tossicodipendenti.
Il mondo era cambiato, per l’ennesima volta la tecnologia
aveva stravolto la routine di tutti giorni, il progresso non poteva essere
fermato ed era giunto sul mercato globale con il nome di Desire.
4 dicembre 2020, George si era segnato la data di uscita del
nuovo prodotto sull’agenda, lo avrebbe comprato come regalo di Natale per la
sua famiglia.
Desire, l’innovativo frigorifero dal design
futuristico nell’elegante abito bianco perla, tutti lo volevano.
Le sue peculiari features
rendevano Desire più di un semplice
elettrodomestico, non solo poteva variare l’intensità dei punti di luce dell’abitazione,
ma era in grado di proporti la musica adatta per ogni pasto.
George pregustava il momento in cui avrebbe aperto lo
sportello del frigorifero che, con la sua tecnologia a ricettori biochimici,
avrebbe fatto apparire nei suoi scomparti multipli le pietanze che nemmeno lui
sapeva di volere.
Perché era questo il punto di forza di Desire, egli rendeva reali tutte le tue voglie, non ci sarebbe più
stato bisogno di cucinare, mai più una lista della spesa, bastava solo aprire
il frigorifero.
Patricia, la moglie di George, gli aveva detto più volte di
lasciar perdere, che non aveva senso spendere tutti quei soldi in un inutile
elettrodomestico. Dovevano finire di pagare il mutuo e le rate dell’auto, per
non parlare delle tasse scolastiche e delle bollette arretrate, ma George non
aveva voluto sentire ragioni.
« Do you have a Desire?
» diceva lo spot
pubblicitario, illustrando le varie funzionalità del prodotto.
Alla fine Patricia aveva ceduto e il giorno della Vigilia
anche casa Kein esaudì i suoi desideri.
Fu un Natale incredibile, Desire
soddisfò le voglie di tutti gli ospiti, nessuno rimase deluso. I jingle
natalizi che il frigo aveva scelto cambiavano da portata a portata e le luci
dell’albero danzano sulle note.
La famiglia Kein imparò a non aprire più la dispensa, anche
se qualche volta Patricia aveva l’istinto di guardarci dentro.
I primi problemi si presentarono quattro mesi, con il nuovo
upgrade del software del frigorifero.
Desire ora era dotato di una voce
accogliente che diceva:
« Aprimi e mangia ciò che desideri. »
Tutto accadde una sera, subito dopo cena.
Patricia e i bambini erano andati al cinema e George era
rimasto a casa a terminare alcune pratiche di lavoro.
L’uomo era assorto nei suoi pensieri, quando improvvisamente
sentì come una voce nella sua testa, una specie di richiamo. Dapprima cercò di
ignorarlo, ma questo si fece più forte e insistente, tanto che George non poté
fare a meno di obbedirgli.
Si alzò dalla scrivania e, come un automa, privo di volontà propria,
si diresse da Desire.
« Aprimi. » disse l’elettrodomestico come di consueto. « E
mangia ciò che desidero. »
George tirò verso di sé lo sportello del frigorifero, sul
primo ripiano c’era un bottiglia di plastica bianca da mezzo litro, l’etichetta
recitava: candeggina.
L’uomo svitò il tappo e la bevve sino a quando il suo corpo
non fu sconvolto da orribili spasmi che lo accompagnarono alla morte.
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