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Aggiunto il pulsante di Transalte nella barra laterale.

Il servizio è di Google, quindi perdonatemi se le traduzioni non saranno splendide.
A breve verrà pubblicato il primo capitolo tradotto in lingua inglese, per gli amici anglofoni che ci seguono.


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Added Transalte button in the sidebar.

The service sponsored by Google, so forgive me if the translations will not amazing.
Soon it will be published the first chapter translated into English for the Anglophone friends who follow us.

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È vero, i mesi sono passati, non so quanti...non voglio sapere quanti, non voglio contarli, perchè non sarebbe utile, anche se so già quanti sono cerco di dimenticarli. Se sono qui a scrivere vuol dire che non me la sto passando troppo bene, che tutto quello che ho fatto adesso è servito solo a distrarmi, non ad affrontare il tumulto che ho dentro. Penso ancora, non mi fermo mai di pensare. Vedo ancora, ogni persona cambia sotto il potere dei miei sentimenti. Va meglio? Va peggio? Non lo so, non credo di essere ancora in grado di capirlo. Ci vorrà del tempo, non so quanto, le cose cambieranno, perchè tutto cambia, quindi andrò avanti. E di nuovo me lo ripeto, quanto non ci credo, veramente tanto. Ora avrei solo un egoistico desiderio.

Scrittori

Scrittori, li riconosci subito. Come colti da una folgorazione prendono il primo pezzo di carta, trovano una penna (accidenti sta finendo l’inchiostro), scelgono la posizione più comoda e buttano giù righe su righe. Che sia un taccuino rosso, un pezzo di carta marrone scuro, un tovagliolo, non importa, tutto fa comodo per trascrivere i pensieri. Frenetici corrono sulla carta, rincorsi dalla mano che li verga di nero, blu, verde. Scorrono gli occhi sul piccolo mondo che si crea, duro è il segno che cancella le parole inadatte. Lungo è il silenzio alla ricerca della parola giusta. Ed ecco che si gira la pagina, un nuovo bianco da sconfiggere, un campo da seminare.. A troppo grosse, Z storte, tozze D e T, schieramenti di F, B e C compaiono, ordinate e disordinate sulla carta porosa. È preso dalla febbre, lo vedresti chino su quel foglio per tutto il giorno, isolato dal mondo e per questo ancora più vicino a ciò che lo circonda. La pagina volge al termine, il taccuino si...

Fossi un albero

Uno strumento può avere una personalità? Può essere visto come un essere vivente? In mano a questi stregoni gli oggetti inanimati prendono vita. Ballano sulle loro dita, nei loro respiri e sorrisi. C'è chi si arrabbia e chi lo calma, quelli che parlano in coro e chi strilla da solo. Una riunione di famiglia? La più felice che possa esistere. Fossi un albero desidererei essere il legno nelle loro mani. Rianimato per l'eternità. Immortale nella leggenda. EIRE! 2014